Intuizione spaziale.
A Trieste, città verticale incastonata tra mare e collina, un appartamento incassato per il 70% nella roccia presentava una condizione planimetrica critica: solo 5 finestre totali e una sola camera dotata di luce naturale. L'obiettivo dei committenti, una famiglia di quattro persone, richiedeva una riprogettazione radicale del layout per ricavare tre camere da letto, tutte con luce e ventilazione naturale.
La soluzione distributiva ha comportato un lavoro di ottimizzazione millimetrica: le tre camere sono state posizionate in corrispondenza delle aperture esterne esistenti; il bagno unico preesistente è stato sdoppiato, sottraendo superficie a un vecchio ripostiglio, il cui volume residuo è stato ricollocato all'ingresso come cabina armadio.
Due porte vetrate realizzate ad hoc schermano questo ambiente, lasciando filtrare la luminosità necessaria.
Nella zona giorno, l'unione di cucina e soggiorno ha richiesto un compromesso progettuale: per non sacrificare le camere, l'area cottura è stata compattata e iper-attrezzata, mentre la finestra verso la terrazza esterna è stata ampliata per massimizzare l'apporto di luce naturale.
Il carattere della casa (e dei committenti) emerge nelle scelte materiche finali, rese possibili proprio dalla nuova disponibilità di luce: una cucina completamente nera, un parquet a spina di pesce che unifica gli ambienti, e due bagni con identità cromatica contrapposta — Ceppo di Grè e carta da parati floreale da un lato, cementine in stile "Jungle" e resina terracotta dall'altro.
soloBetta.
Il tuo spazio, ripensato.